Ciao Fabrizio

Ehi tu, non piangere. Sono solo nella stanza accanto. Adesso ci facciamo Pane e marmellata al Luna Park, lo faremo Per tutta la vita. Ah, Cominciamo bene. Dirai, questi sono I soliti ignoti. Ebbene sì, lo confesso, mi faccio I fatti vostri, e lo faccio Ballando con le stelle di quassù. Non è proprio un vero e proprio show, ci assomiglia, é un Tale e quale show. Ti propongo di farlo in Tandem. Sfileremo come fossimo a Miss Italia. Vedrai, sarà bellissimo. Sarà questa l’Eredità che lascio. Lo giuro. Per tutta la vita.

Molti mi chiedono a che serva la poesia. É un quesito che sovente viene spontaneo chiedersi.  É domanda ad un tempo imbarazzante e spiazzante. Se ci penso, mi spezza il respiro. Se penso alla poesia, mi viene da pensare alla brughiera, al pensiero libero che corre senza vincoli. Ai brividi di un pericoloso passaggio in montagna, ma proprio per questo emozionante o all’emergere senza freni dalle onde estive. L’eterno confronto tra romanzo e poesia sta proprio in questo, nel valore dei passaggi e pause altrimenti trascurabili. Il romanzo e grandioso in sé, compatto e uniforme, un messaggio corale che voglia essere trasmesso a tutti, di ampio respiro, in cui però nessuna parola predomina sulle altre, tutto è insieme. Se penso invece alla poesia, penso al sussurro, al silenzio, a qualcosa prodotto per me. Ogni parola ha la sua importanza, incastonata al posto giusto al momento giusto. Penso agli spazi tra le parole, ritmi che danno calore alla musica, come ponti sul vuoto, pali sull’acqua, colori. La sequenza è il messaggio nascosto come i numeri primi. È ossigeno, respiro fuori dalla vuota inutilità. É enucleare per diffondere. É vita pura.

 

Pensiamo se, andando a votare, realmente tutto cambierebbe? Realmente, la prima legge varata renderebbe illegale il voto.

Questo, porta a pensare che per dormire un sonno tranquillo, tutti i sogni tanto conservati ci vengono stroncati.

Nessuno, più di chi sente la reale necessità di uscire da un tunnel di vita in cui si trova imbrigliato, può capire la portata del profumo. Oggi ho compreso questo concetto quando ero pensieroso e viaggiavo in metro, immerso nei miei lugubri arzigogoli mentali. improvvisamente, entra un signore con le braccia avvolte da questi fiori. Mi ha riportato prepotentemente alla realtà, ma una realtà positiva, fatta di un sorriso. Non ho avvertito un profumo fisico, ma sono stato invaso dal profumo di questi colori, che hanno umiliato con la loro bellezza il vagone, gli esseri, le tristezze, le indifferenze. Un briciolo di speranza che ho in più nel cuore.